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Organizzazioni
Sito ufficiale del WSIS http://www.itu.int/wsis

Campagna CRIS italiana http://www.cris-italia.info
Campagna CRIS internazionale
http://www.crisinfo.org

"WSIS? We Seize!"
Piattaforma aperta e alternativa all'agenda ufficiale del WSIS
http://www.geneva03.org

Civil Society News Center for the WSIS
http://www.prepcom.net/wsis

GlobalCN, portale sulle tematiche del Summit di Ginevra
http://www.globalcn.org

Meeting point della societa' civile al WSIS
http://www.wsis-cs.org

Sito della sezione ICT for Development al WSIS
http://www.ict-4d.org

Civil Society Working Group on Patents, Copyright, Trademarks
http://www.wsis-pct.org/

Sito del World Forum on Communication Rights che si terra' a Ginevra l'11 dicembre 2003
http://www.communicationrights.org/

Notizie e commenti
Notiziario sul Summit dal punto di vista della societa' civile
http://www.worldsummit2003.org

Il WSIS giorno per giorno e minuto per minuto
http://www.dailysummit.net
http://www.hubproject.org

"Radio non grata"
Radio di protesta creata dai Reporters sans frontieres, esclusi dal WSIS
http://www.radionongrata.info/

Giovani videogiornalisti da diversi paesi coprono le giornate del Summit per OneWorld TV
http://tv.oneworld.net

The WSIS: whose freedom, whose information?
http://www.opendemocracy.net/

Notizie e commenti sui temi del WSIS
http://www.ipsnews.net/


Documentazione
Manifesto della piattaforma della societa' civile italiana verso il WSIS

Articolo di Alan Toner sul WSIS
(dal wiki di Geneva03)
http://www.geneva03.net/

Temi e attori in campo al WSIS
www.reporterassociati.org
Dallo stesso sito, il processo che ha portato al Summit

"Il costo di un bene comune"
Dal manifesto, un commento di A. Mattelart

"Understanding WSIS: An Institutional Perspective on the UN World Summit on the Information Society"
http://www.ip3.gatech.edu

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La cronaca del 12 dicembre 2003
La cronaca del 10 dicembre 2003
I giorni precedenti

La cronaca dell'11 dicembre 2003

Presentata oggi la Dichiarazione della societa' civile al WSIS
Oggi alle 17 e' stata presentata la Dichiarazione della societa' civile al WSIS, che verra' inclusa negli annessi alla Dicharazione finale che verra' firmata domani in chiusura del Summit.
Il documento e' frutto di un lavoro collaborativo che ha riunito gruppi e associazioni provenienti da tutto il mondo e che sottolinea con forza la necessità di fare dell’informazione un diritto dell’umanita'.
Secondo Sally Burch, che ha aperto la conferenza stampa, piu’ del 60% delle idee che saranno incluse nella dichiarazione ufficiale sono sorte all’interno della societa' civile, anche se spesso i governi se ne sono appropriati senza confessarne la reale paternita'.
Da qui il ruolo del documento, che non raccoglie una serie di contro-proposte, ma vuole rappresentare in modo piu’ accurato gli interessi della societa' civile.
La dichiarazione della societa' civile, 21 pagine in tutto, copre un’ampia varieta' di temi : dalla cittadinanza globale al rispetto della privacy, dal rispetto delle diversita' culturale nell’adozione degli strumenti informatici alla ridefinizione del concetto di sviluppo.
"Aspiriamo a costruire una societa' dell’informazione e della comunicazione in cui lo sviluppo sia considerato un diritto fondamentale e orientata a raggiungere una piu’ equa distribuzione delle risorse e a ridurre lo sfruttamento delle risorse di paesi piu’ poveri " dice il documento nella sua introduzione.

Software libero: un summit a due dimensioni.
Il WSIS e' il primo summit che riunisce intorno ad un unico tavolo governi, privati e componenti della societa' civile. Ma se da un parte questo assetto ha offerto la possibilità alle ONG di far sentire con forza la propria voce, dall’altra ha attribuito alle aziende un enorme potere di negoziazione rispetto agli altri soggetti coinvolti.
Infatti, mentre durante le prime conferenze preparatorie alcuni governi e molte ONG avevano sottolineato il ruolo che il software libero avrebbe potuto giocare nello sviluppo del settore dell’ICT nei paesi piu’ poveri, alcune corporation, Microsoft in testa, hanno richiesto esplicitamente di eliminare ogni riferimento al software libero, con la minaccia di abbandonare il summit se la loro richiesta non fosse stata accolta.
Quindi nelle 30 pagine circa che costituiranno la Dichiarazione finale non troveremo accenni alla possibilita' di condividere liberamente software e conoscenze tra paesi ricchi e poveri, nonostante questo abbia suscitato numerose polemiche anche da parte di organismi come l’UNESCO che, al vertice di Ginevra, si e' fatto promotore di un allentamento delle norme sulla proprieta' intellettuale. Norme che nella pratica riducono le possibilita' dei paesi piu’ poveri di usufruire di risorse importanti per raggiungere quello sviluppo che molti dei paesi ricchi sostengono di voler promuovere nel Sud del mondo.

L’esclusione del software libero dalle trattative ufficiali non ha pero’ impedito che se ne parlasse in molti dei seminari organizzati durante il summit. Ad esempio, Bildad Kagai, rappresentante della Free Software and Open Source Foundation for Africa, ha dichiataro che "solo il free software puo’ garantire la realizzazione di soluzioni adeguate alle richieste di ogni singolo paese, incorporando contenuti e richiete delle popolazioni locali, mentre il software proprietario rischia nel lungo periodo di incrementare i gia' forti meccanismi di dipendenza sofferti dai paesi africani nei confronti degli Stati Uniti e dell’Europa ".
Molte organizzazioni internazionali, tra cui lo UNDP, hanno dichiarato esplicitamente di voler favorire l’adozione del free software nei propri progetti di cooperazione.

Iniziativa di Geneva03 davanti alla sede del WIPO
Questa sera Geneva03, la sigla che raggruppa mediattivisti e operatori della comunicazione indipendente, ha inscenato una manifestazione di fronte alla sede del WIPO, l'agenzia dell'ONU che si occupa di proprieta' intellettuale, in chemin de Colombettes, a qualche chilometro di distanza dal Palaexpo' dove si stava svolgendo il WSIS e di fronte alla sede ONU a Ginevra. L'evento era stato annunciato con un invito "ufficiale" con tanto di logo dell'ITU e del WSIS, fatto girare questo pomeriggio tra le delegazioni presenti al Palaexpo'. Verso le 18 una cinquantina di persone provenienti dal Palladium, la struttura nel centro di Ginevra che sta ospitando il il Polymedia Lab, le conferenze ed i seminari, ha proiettato sul palazzo del WIPO una serie di filmati introdotti da un intervento che ha spiegato il senso dell'iniziativa. "La WIPO, insieme ad altre agenzie internazionali come il WTO, - ha spiegato un'attivista - e' responsabile di politiche restrittive sul tema della proprieta' intellettuale tanto per il software quanto per i medicinali". Dal pulmino, messo a disposizione dal gruppo tedesco ExpertBase, e' stato proiettato "Dammi la sirenetta", un filmato realizzato da alcuni degli autori della Sirenetta di Walt Disney per mettere in luce gli aspetti piu' grotteschi del copyright e degli interessi economici di chi lo gestisce attualmente per opere artistiche come filmati e animazioni. A seguire un montaggio fatto di schermate di "warning" provenienti da filmati diversi, ovvero le note che vengono inserite prima di ogni opera visiva per ammonire chi ne fruisce da ogni tentativo di infrangere il copyright con il quale e' protetto.
A fine iniziativa i manifestanti sono tornati al Polymedia Lab dove e' prevista una conferenza di Geert Lovink, autore del libro "Dark Fiber", che presentera' un progetto alternativo al copyright sui farmaci. Per domani e' prevista, alle 12 dalla stazione centrale di Ginevra, una manifestazione sugli stessi temi e nell'ambito di una protesta annunciata contro la vittoria dei partiti xenofobi alle ultime elezioni federali.

Quotidiani rubati?
Migliaia di copie di "Terra Viva", il quotidiano free press prodotto per i giorni del WSIS di Ginevra dall’agenzia di stampa independente Inter Press Service, in collaborazione con InfoSud e AWCIS, sono scomparsi martedi e mercoledi da varie postazioni
dentro il Palexpo, sede del WSIS.
Caso 1 (martedi): una donna, che si e' identificata come architetto tunisino, ha asportato circa un migliaio di copie “per i propri amici” e ha risposto malamente quando interrogata su che fine avessero fatto realmente i giornali.
Caso 2 (mercoledi) : due donne hanno riempito alcune borse di plastica con copie del quotidiano. Non hanno risposto agli interrogativi sul perche' ne stessero prendendo tante copie.
Caso 3: (mercoledi): due giornalisti di IPS stavano distribuendo copie del giornale all’uscita del Palaexpo sono state aggredite da tre tunisini che li hanno accusati di non scrivere la verita’ sul loro paese. Altri nel frattempo hanno tentato di portare via alcune centinaia di copie del quotidiano.
Perche'? Censura nel summit sull’informzione? Probabilmente. Terra Viva ha pubblicato articoli sulla Tunisia nelle due edizioni finora pubblicate, e continuera’ a farlo raccontando la verita’.

Dove e' finito il dibattito sulla cyberdemocrazia ?
Nella seconda meta' degli anni novanta, dopo la creazione dei primi browser grafici che hanno permesso una diffusione di massa della rete, buona parte delle riflessioni su come utilizzare questo nuovo strumento si erano concentrate sul concetto di cyberdemocrazia. Ma, dopo i primi due o tre anni, questo terreno e' stato lentamente abbandonato per occuparsi di altri aspetti legati alla proliferazione delle reti informative.
Oggi, a Ginevra, il "vecchio" tema della democrazia in Internet e' stato invece ripreso in un vivace dibattito che ha visto la partecipazione di importanti figure dell’Information Age. Tra questi, Nicholas Negroponte, che sempbra essere rimasto fermo alle posizioni di 10 anni fa, proponendo un paragone fra la situazione attuale e quella dell'antica Grecia, e sottolineando la capacita' delle tecnologie di creare delle reti di conoscenze e condivisione fra i cittadini del nuovo mondo globale, superando lo schema della democrazia rappresentativa, per giungere alla democrazia diretta attraverso la rete.
Stephen Coleman, della Oxford University, ha invece fortemente attaccato questa posizione sostenendo che i cittadini non possono e non vogliono intervenire in ogni questione politica. Internet da' la possibilita' di creare un'arena nella quale i cittadini possano parlare, spiegare la propria posizione e soprattutto possano controllare direttamente l'agenda politica. Non quindi democrazia diretta ma controllo diretto.
Pierrotin e Clift, dell’associazione "Droit de l’homme", hanno invece sottolineato il ruolo "multi-stakeholder" che puo’ e deve avere la Societa' dell'Informazione, sulla necessita' di coinvolgere i cittadini (che hanno pero’ un forte bisogno di responsabilizzarsi), sulla possibilita' di avvicinarsi maggiormente - grazie alle ICT - ai propri rappresentanti, e soprattutto di usare strategicamente le tecnologie per creare reti di relazioni.

Costruire leggi dal basso.
Una delle maggiori discrepanze che si sono potute osservare a Ginevra e' stata l’assoluta diversita' di linguaggi tra i rappresntanti de mondo del business e quelli della societa' civile e di alcune organizzazioni internazionali, come l’UNESCO e l’UNDP in materia di protezione della proprieta' intellettuale.
Infatti se da una parte le aziende hanno dato per scontata la protezione in ogni caso dei propri prodotti, anche quando questa rappresenta un forte ostacolo per lo sviluppo dei paesi poveri, dall’altra il sostegno del "fair use" delle risorse intellettuali (tra cui ricade anche il software) e' stato posto come un punto centrale.
Su questo punto si è espresso il senatore dei verdi Fiorello Cortiana, membro della delegazione italiana al WSIS, che ha proposto, in un incontro sulla societa' civile, la costruzione di un percorso che conduca ad una direttiva europea di iniziativa popolare che garantisca all'Europa una Societa' dell'Informazione libera e plurale in cui sia garantita la disponibilita' degli alfabeti tecnologici e sostenuta la non brevettabilità del software. "Non ci possiamo permettere che la grande mobilitazione contro la direttiva europea sulla brevettazione del software vada dispersa, anzi dobbiamo partire al contrattacco", ha dichiarato.
Al ritorno in Italia e' urgente che le centinaia di associazioni, rappresentanti istituzionali, NGO e soggetti della societa' civile si incontrino pubblicamente per dare continuita' ai processi messi in moto a Ginevra.

Hanno scritto:
Marco Trotta
Roberto Comunian
Iginio Gagliardone

Intervista a M. Ferraro, rappresentante della societa' civile nella delegazione italiana al WSIS (scarica il documento in formato .RTF)

Le notizie del giorno

Radio non grata ridotta al silenzio
Reporters sans frontieres e' stata costretta a interrompere le trasmissioni di Radio non grata, la radio pirata lanciata dall'organizzazione in occasione del summit. Ma si possono ancora seguire le trasmissioni dal sito web della radio.
http://hubproject.org/news/2003/12/307.php

Tunisia: il presidente Ben Ali al summit di Ginevra invita tutti al WSIS di Tunisi del 2005
Mercoledi' a Ginevra nella sessione di apertura dellla prima fase del WSIS, il presidente tunisino Ben Ali ha invitato tutte le parti interessate, i governi, le organizzazioni regionali ed internazionali, i membri della societa' civile e il settore privato, a partecipare alla seconda fase del Summit, in programma a Tunisi dal 16 al 18 Novembre 2005.
http://allafrica.com/stories/200312100681.html

L' appello di Annan: i benefici delle tecnologie d'informazione siano per tutti
Il segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan ha rivolto in apertura del Summit di Ginevra un invito ai leader mondiali a condividere i benefici delle ICT con i Paesi piu' poveri e ad elaborare un loro uso per combattere problemi globali come l'analfabetismo e la poverta'.
http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=9149&Cr=wsis&Cr1=

Privacy e sicurezza al WSIS
Un gruppo internazionale di ricercatori indipendenti che partecipano al WSIS ha svelato gravi falle tecniche e legali, relative alla protezione dei dati personali e alla privacy, nel sistema di sicurezza usato per controllare l'accesso fisio al Summit dell'ONU.
http://hubproject.org/news/2003/12/251.php

Ultimi aggiornamenti da Geneva 03
http://hubproject.org/news/2003/12/301.php

Atti di censura contro la rivista "TerraViva"?
Migliaia di copie della rivista "TerraViva" prodotta dall'agenzia di notizie indipendente IPS, InfoSud e AWCIS sono scomparse tra martedi' e mercoledi' da varie parti del Palexpo di Ginevra. L'ipotesi piu accreditata per lo strano furto e' la presenza all'interno del giornale di accuse nei confronti del governo tunisino.
Per saperne di piu', leggi la notizia su dailysummit
oppure su http://hubproject.org/news/2003/12/288.php
Per leggere "TerraViva" online http://www.ipsnews.net/focus/tv_society/index.asp

Il Summit della societa' invisibile
Le notizie che arrivano da Ginevra, da parte di partecipanti delle ong e dei mediattivisti sono tutte negative, a partire dalla divisione anche visuale: stand megagalattici per le aziende e le multinazionali come microsoft e nokia e, al contrario, miseri postriboli (chiamati stand) con cartelli scritti a pennarello, cavi volanti, nessun supporto, riservati alla cosidetta societa' civile. E se volete conferme guardate le foto da Ginevra qui: http://www.hubproject.org/news
Anche l'aspetto sicurezza sta scaldando la piazza perche' tutti i partecipanti al summit, anche come semplici spettatori delle conferenze, dei seminari ecc. vengono schedati elettronicamente, quindi violando anche la legislazione europea in materia: tutto documentato da alcuni mediattivisti galiziani su questo sito: http://galiza.indymedia.org
Leggi tutta la notizia dalla cronaca ginevrina di Megachip:
http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=184

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