LIBERI SEGNALI DAL DESERTO

Diario del progetto
Introduzione

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-26 ottobre

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-30 ottobre

31 ottobre
-1 novembre

2 novembre

Per la mattina era prevista la solita formazione tecnica, ma tutto e' stato cambiato quando abbiamo saputo che a Smar, la cittadina vicina a Kerchaou, si sarebbe tenuto il Carnival per l'Aid, ossia la sfilata delle scuole, dei centri culturali e delle compagnie di folklore della zona.

Abbiamo tutti insieme deciso di utilizzare l’occasione per fare la prima uscita di riprese: sia i ragazzi delle riprese che quelli del montaggio hanno voluto essere presenti. Carri con bandiere e drappi tradizionali, suonatori di flauti e tamburi, majorette, anziani con vestiti tradizionali, bambini in divisa e un cavaliere con bandiera nazionale. Tutti in ordine hanno sfilato davanti alle autorita' nella piazza del paese, mentre la nostra troupe (ragazze comprese!) scorrazzava con le due telecamere per raccontare tutto. La festa si e' conclusa con l'immancabile intervista al Delegato che si e' ovviamente presentato per sapere chi erano questi giornalisti italiani in giro per Smar: l'intervista, pero', l'ha fatta Amor, non il giornalista italiano. Tornati al centro abbiamo colto l'occasione per affrontare con entrambi i gruppi un aspetto fondamentale: visione e scalettatura delle immagini.
Nel pomeriggio abbiamo sviluppato finalmente il tema della storia del documentario attraverso l'individuazione di cinque personaggi (inizialmente volevano essere tre) a cui proporre di diventare protagonisti del nostro racconto. I personaggi sono stati scelti sia attraverso l'intreccio tra i temi emersi dai foglietti e i cartelloni costruiti il giorno prima grazie alle interviste incrociate, sia individuati in base alla conoscenza di altri personaggi non presenti nei cartelloni ma suggeriti dalla realta' in base alla necessita' di sviluppare i quattro temi. La discussione (per gran parte filmata dal Maina) e' stata quasi interamente interna al gruppo dei ragazzi e solo coordinata e stimolata da me.

Alla fine questi sono i cinque personaggi (come i ragazzi li hanno descritti):
- Ammar: contadino 70enne ritenuto tra i piu' bravi di Kerchaou e molto legato al paese. Pare essere di grande simpatia, ha tre figlie (una sposata con una famiglia di cavalieri tradizionali, le altre a casa) e tre figli, di cui due emigrati in Francia e uno professore di agraria a Kairouan. Hanno una grande e bella casa, molto accessoriata di nuove tecnologie (oltre a parabole e cellulari, anche internet in casa …cosa molto rara da queste parti). Insomma un bell'intreccio di tradizione e modernita', stabilita' ed emigrazione.
- Mabrouka: donna nera 60enne che vive nelle montagne intorno a Kerchaou, responsabile della cura delle donne in tutti i matrimoni della zona. Cantante, sarta, truccatrice e cerimoniera, Mabrouka sara' la nostra guida nel mondo delle donne, ma e' per noi interessante anche perche' sposata con Mohammed, per 30 anni immigrato in Francia e oggi tornato a godersi la pensione a Kerchaou. Anche Mabrouka ha 4 figli. E anche Mabrouka usa il cellulare nel suo lavoro.
- Abdallah Fitouri: allevatore di dromedari e cavaliere tradizionale (nonostante sia senza un braccio). Sette figli, tutti solidamente a Kerchaou e con nessuna intenzione di partire. Una delle figlie ha un'atelier tessile (una delle pochissime attivita' femminili della zona) in centro a Kerchaou, vicino allo ksar.
- Abdallah Leboudi: sondatore 35enne, ovvero operaio per le ditte che scavano i pozzi. E' il re del caffe' di Kerchaou, personaggio di riferimento per molti ragazzi della citta'. Nel 1991 e' emigrato in Francia molto giovane, ma poi lo hanno rispedito in Tunisia perche' senza documenti. Espulso. Non sembra aver intenzione di ripartire (ha due figli piccoli), ma i suoi racconti sull'emigrazione non sono solo negativi. Sara' la nostra guida tra i giovani del paese, oltre ad aiutarci a capire un po' la gestione dell'acqua in un oasi come Kerchaou e nella zona intorno.
- Amor Agrebi: 40enne guardiano di una fabbrica. Anche lui e' stato espulso dalla Francia, ma, nonostante i suoi 5 figli, non fa altro che pensare e progettare l'emigrazione. Sembra che le stia provando tutte e che sia disposto a tutto pur di partire.

Individuati i cinque personaggi, abbiamo fissato la programmazione per andare a incontrarli. Abbiamo dovuto fare due programmi alternativi, perche' la festa dell'Aid ha la particolarissima caratteristica di non avere una data fissa, ma di poter variare di 24h. E non si sa nulla finche', al telegiornale delle 20 del 28esimo giorno di Ramadan, il Mufti (autorita' religiosa nazionale) non dice se l'Aid sara' l'indomani (il 29esimo giorno) o il giorno successivo (il 30esimo).Quindi abbiamo fissato il programma delle visite per entrambe le eventualita': Aid il 3 o Aid il 4.In ogni caso entro lunedi' 7 visiteremo tutti e cinque i personaggi, iniziando anche a fare qualche ripresa. Lunedi' sera sapremo se tenere tutti i personaggi o meno e come costruire il racconto.
Il Mufti annuncia che l'Aid sara' il 29esimo giorno, ovvero l'indomani.

3-4 novembre

Festa dell'Aid, non si lavora.
Col Maina andiamo a Ksar Ghilian per vedere il deserto vero, quello di sabbia. Il nostro terzo deserto. Ci ritroviamo invece nel bel mezzo del "El Chotta Rally", folle concorso rallistico di tedeschi esaltati. Camion attrezzati con cucine, wurstel e zuppa di crauti, una tenda piena di tavoli da Oktoberfest, quintali di birra, di Weizen e di Radler vendute da un bar con prezzi in euro, un'enorme officina meccanica, tre ambulanze e un elicottero. Ci siamo bevuti una birra, abbiamo pagato 20 euro per un'ora di cammello sulle prime tre dune del deserto e poi siamo andati a letto in una finta tenda berbera. Con filosofia, sorridenti sotto un cielo stracolmo di stelle, disturbato solo dalle luci delle moto da sabbia, saltellanti nelle dune per gioco. Belli gli europei!
Il 5 si riprende a lavorare.

5-6 novembre

7 novembre
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